giovedì 10 aprile 2008

Sognando il lungosenna

Amo questa fotografia di Cartier-Bresson perché esprime gioia. Gioia, orgoglio, spensieratezza. L'ho scelta perché la amo, e anche perché sto vivendo il mio periodo parigino (abiterò un mese a Parigi, quest'estate, in una mansarda sui tetti di Belleville) e ascolto Brassens, Jacques Brel, ed in particolare questa splendida poetica Amsterdam. Leggo e rileggo la Vargas per addormentarmi la sera (mi faccio prendere per mano da Adamsberg, e camminiamo ventosi sul lungosenna). Ripasso con un amico la grammatica francese, in vista di un suo esame, e riscopro l'asmatico piacere di ricordare, una dopo l'altra, tutte le eccezioni dei suoi verbi.
Questa foto di Cartier-Bresson è miracolosa, tanto più che il bambino ha i piedi tagliati e molto cielo sopra la testa: cielo, muri e persone, uno scorcio di strada, là dietro. E' felice, il bambino-bilancia che esibisce con orgogliosa sicurezza le due bottiglie. E anche io lo sono, a tratti, perché sento qualcosa come una pienezza dell'essere, un bastare a me stessa, una consapevole, dolce anestesia dal mondo. Non sento il mondo, non mi entra in nessuno dei cinque sensi; in compenso mi entra nei polmoni una straordinaria quantità d'aria, di sole e mare, di - quasi - felicità. E' una di quelle sensazioni che si disperdono con - troppa - facilità, ma nel momento in cui arrivano: commuovono per la dolcezza. Vedo trasparenti e lievi molte cose, in questo attimo calmo. E proprio perché so che non durerà a lungo, dico a quest'attimo ciò che disse Faust al suo: "Fermati, sei bello".
V

Pink Martini, Sympatique

19 commenti:

pmor ha detto...

wow che meravigliosa descrizione di benessere... penso di intuire di cosa tu stia parlando, talvolta ho provato qualcosa di analogo... e in un periodo, come l'attuale, in cui fatico a tornare repubblica autonoma in questo mondo mi fa piacere leggere di quella sensazione e ripensare che un giorno o l'altro tornerà... grazie.. pardon: merci!

polle ha detto...

Paris serà toujours Paris! (sempre che si scriva così).
La velata giornata romana s'illumina grazie a questo tuo bel post... crogiolati in questa sensazione, che, seppur volatile, rimarrà ancorata ai tuoi ricordi dove potrai ritrovarla nei momenti in cui il mondo, con la sua invadenza, sfonderà le porte dei tuoi 5 sensi.
Un abbraccio,
polle

P.S. @pmor: bella l'idea di "tornare repubblica autonoma in questo mondo".

Mek2.K ha detto...

Brava Valentina, sai trasmettere scrivendo le sensazioni comuni come eccezionali, la tua sensibilità applicata alla padronanza della scrittura è a a dir poco spettacolare come le cirque du soleil.. Se scriverai un libro sarò sicuramente un tuo lettore, però, almeno per campanilismo, voglio una copia autografata con dedica.. saluti Gian Luca

My funny Valentine ha detto...

@ Pmor: ha ragione Polle, la tua espressione 'tornare repubblica autonoma' è davvero molto bella...
In risposta al tuo 'merci': pas de quoi! :-)

@ Polle: sì, sensazione volatile e carezzevole... Dici bene: presto il mondo tornerà a sfondare le porte dei 5 sensi. Molto poetico, molto azzeccato! Grazie.

@ Mek2.k: grazie per la fiducia! Quando un mio libro sarà pubblicato, prometto che avrai dedica e autografo! Ma devi avere fede e, soprattutto, pazienza... ;-)

V

Anonimo ha detto...

spero che nella mansarda di Belleville tu non ci vada da sola, soprattutto se intendi uscire la sera...ho vissuto per lunghi periodi a Parigi, e appena posso emigro...ma come quartiere non mi sembra il più azzeccato per una ragazza, bello colorato ed odoroso, soprattutto di cibarie varie, che solo a camminare per le strade ti si impregnano i vestiti come se ti avessero cucianto te con tutte le spezie e gli aromi (soprattutto in certe ore) per carità, ma la sera non mi fiderei a girare sola.
perchè proprio lì? (pennac a parte)
michele

My funny Valentine ha detto...

@ Michele: per Pennac, sicuramente. Per il Père Lachaise (so che suona lugubre, ma adoro i cimiteri monumentali...) e per i suoi colori e odori. Per la poesia, e per caso: le mansarde sono quasi tutte in quella zona! :-)
V

Anonimo ha detto...

qui ti devo correggere, le più belle mansarde sono nel Marais, ti assicuro che se ne trovano anche a prezzi accettabili e soprattutto sono arredate molto bene;
volessi proprio la poesia, a Montparnasse c'è tutto, mansarde, ricordi ed un cimitero monumentale.
Sei stata molte volte a Paris?
Michele

vjj ha detto...

Io voglio l'autografo numero 2, allora!!![come Mek, ma senza campanilismo ;-)]... scherzi apparte... Vale, è vero: da quel che scrivi traspare una bella serenità, velata di languore per qualcosa di impalpabile (personale sensazione), ma pur sempre bella!

PS: questo bimbo tutto fiero "cattura" anche me!(è dall'inizio del post che sorrido per il suo sorrisetto)

My funny Valentine ha detto...

@ Michele: solo una volta... Darò un'occhiata al Marais, allora, e grazie per la dritta!
V

marina ha detto...

tu lo sai io ti voglio bene, ma LA VARGAS NO!
Solo i francesi potevano esaltarla come fanno con tutti i loro prodotti.
in sincerità, marina

My funny Valentine ha detto...

@ Marina: ommioddio! E dire che io adoro la Vargas... Dici che è grave?? :-)
V

Saretta ha detto...

uhau... davvero bella qualla foto!
non la conoscevo, grazie!
io AMO Georges Brassens!!! è un grande!!!
grazie per questo tuo bel post.
un sorriso
Sara

donnigio ha detto...

Leggere post come questo, mi riconciliano con me stesso. Poi, Parigi. Non ci sono mai stato, perchè mi ostino ad attendere il momento in cui potrò risiedervi per almeno un mese. Appunto, come farai tu. Ma non ne ho ancora trovato l'occasione.
Ne ho vissuti tanti, per fortuna, di momenti in stato di grazia. E in questo momento, sono a braccia aperte, in attesa di essere investito nuovamente da tale sensazione. Venite a me emozioni...vi abbraccerò con gioia e gratitudine!!!
Ciao My Funny ;-)

Clotilde ha detto...

Valentina, tu hai proprio il demone della scrittura! Le sensazioni che descrivi sono riuscite riportarmi al mio primo anno trascorso laggiù. Avevo una stanza in Place Clichy e quando ancora la Bibliothèque Nationale de France era in rue Richelieu mi divertivo a raggiungerla a piedi passando da rue d'Amsterdam. Poi, fra le lezioni alla Sorbona e quelle all'Alliance français, mi dilettavo anch'io a ascoltare Brassens, scoperto proprio nell'occosione del mio soggiorno. La canzone che più mi piaceva canticchiare era "Fernande", e in particolare il refrain "quand je pense à Fernande je bande, je bande, quand je pense à Félicie je bande aussi..."; la canticchiavo così di frequente che la signora presso la quale abitavo, preoccupata che non conoscessi molto bene il francese (e in effetti fino a quel momento avevo studiato solo inglese) mi chiese: "quando lavori con Monsieur Bloch non la canticchi vero?"
Scusa per il lungo commento così vano e autoreferenziale, ma dentro di me hai saputo davvero fermare l'attimo, proprio come Faust; e di questo ti ringrazio.

My funny Valentine ha detto...

@ Clotilde: altro che scuse, grazie per questo pezzetto della tua vita che hai lasciato qui! E' molto suggestivo... Ma Monsieur Bloch... è un parente di quel Bloch là, lo storico??
V

holden ha detto...

Non so bene cosa dirti ci penserò con calma..
Holden

Daniele ha detto...

La foto è davvero molto bella. E che bello anche pensare al lungo Senna nelle serate di primavera. E passeggiare mano nella mano e fermarsi su Pont au Change a contemplare il fiume e la città.

My funny Valentine ha detto...

@ Dani: concordo, è bello immaginarlo.
V

Nico ha detto...

Ciao Valentina,
dalla foto che hai postato direi che probabilmente già lo sai ma a Parigi, passeggiando nel Marais, ti potrebbe venir voglia di vedere qualche bella mostra alla Maison Européenne de la Photographie (http://www.mep-fr.org/default_test_ok.htm) oppure, se hai voglia di allontanarti un pò dal centro, di visitare la Fondazione dedicata ad Henri Cartier Bresson (http://www.henricartierbresson.org).
Buon viaggio,
N.