giovedì 28 febbraio 2008

Sciacalli col microfono

Avere un spazio pubblico in cui scrivo, e sapere che qualcuno mi legge, mi pone ogni volta di fronte a delle scelte: cosa dire, e come. Perché, anche nel mio piccolo, ho una responsabilità nei confronti di chi entra in questo spazio e si trova di fronte a queste parole. La responsabilità consiste innanzi tutto nel non tradire me stessa, le mie idee e i miei gusti; ma consiste anche nel non offendere gli altri, non prendermi gioco di nessuno, non mirare a caso nella folla e premere il grilletto di una rabbia che è solo mia. Ma oggi questo grilletto lo premo, eccome. Oggi non metto freni, né filtri tra ciò che penso ed il politically correct. Perché oggi, questa mia rabbia, ha un bersaglio e una direzione.
Guardavo il Tg, ieri sera, ascoltando lo straziante epilogo della vicenda dei due fratellini scomparsi a Gravina di Puglia un anno e mezzo fa. Una notizia raccapricciante e dolorosa, per la quale un'asciutta cronaca sarebbe stata sufficiente ad informare (che questo, se non erro, è il compito di un giornalista). Invece no. Per l'ennesima volta di fronte ad una tragedia familiare, ho assistito a servizi ributtanti ed ignobili vilmente improntati al sensazionalismo, pronti a sfamare la voracità di sangue che ha ormai la nostra società, rimpinguati di sciacalli col microfono che accerchiano una madre orfana di figli chiedendole in massa: "Come si sente?" E glielo ficcherebbero in gola se potessero, quel cazzo di microfono, per poter amplificare a nostro beneficio i singulti di un'anima straziata e persa. Gente che non si ferma davanti a niente, per la quale il silenzio è morte e ucciderebbe per una parola 'in anteprima'.
Li ho odiati, li ho spenti, zittiti immediatamente: nero su di voi che vivete e mangiate sulla pelle martoriata degli altri! Nero sui vostri microfoni cannibali e sulla vostra retorica immorale! Nero sulla vostra criminale insensibilità vestita in doppiopetto! Nero, come l'ignominia del lavoro che fate, dei soldi che ci guadagnate e dei sonni troppo tranquilli che ancora riuscite a dormire...
V

19 commenti:

Gianfranco ha detto...

Il problema è nei "giornalisti", o, ancora prima, in chi dirige le testate. Ogni tanto alla TV passano le immagini di fatti di cronaca di qualche decennio fa, che so, una strage ferroviaria, o l'omicidio Moro, e in quei casi i giornalisti parlano sottovoce, con timore, con rispetto, desiderando di essere altrove più che assistere a certe sciagure. Evidentemente non ci sono più quei giornalisti, né i loro direttori...

P.S. Bella pagina, la tua. Sarà un piacere continuare a seguirti...

M.Cristina ha detto...

Peccato non poter spegnere, con la stessa facilità, tutti quegli spettatori che amano questo tipo di cronaca. Sono forse gli stessi che inorridiscono e poi non sanno rivolgerti neanche un sorriso di cortesia. I giornalisti, così come i politici ed altre categorie similari, non fanno altro che rimandarci, come in uno specchio, l'immagine di ciò che siamo diventati. L'educazione, il buon senso, la classe, il rispetto dell'altro, sono scivolate via, scacciate e schiaccite da una presunta modernità che ha, ai miei occhi, sempre più, l'aspetto di un imbarbarimento che riguarda molti. Ahimè...

Inenarrabile ha detto...

"Li ho odiati, li ho spenti, zittiti immediatamente: nero su di voi che vivete e mangiate sulla pelle martoriata degli altri!"

Credo che l' idea generale di chi sta in televisione (telegiornalisti inclusi)è che con le emozioni si "acchiappa" la fetta più grande del pubblico... e in generale penso che sia vero ma farlo sulle disgrazie altrui è spiacevole e poi, penso che se in televisione proponessero uno stile completamente opposto prima o poi anche quella fetta di pubblico verrebbe "istruita" e si abituerebbe...

P.S.= La data di questo post un giorno mi portò... fortuna!

donnigio ha detto...

Cara, io ho staccato la presa da oltre due anni. Non che prima ne fossi un affezionato. Ma sono stufo. Disgustato. Così, niente più tv! E ti dirò, quanto si vive meglio.
Ho saputo dei fratellini per radio. Linus, stamattina. Pensa in che mondo vivo, che l'ho saputo solo oggi. Così, il mio pensiero è andato in una sola direzione. I bimbi. La loro mamma. E il loro papà. Non mi interessa altro. Soprattutto di sapere cosa ne pensano i vicini di casa!!!!
Speculare sul dolore...e peggio che provocarlo. Ed io, mi dissocio.

Gianluca ha detto...

Il silenzio.
Solo questo necessario.

silvio ha detto...

nero, come il dolore della mamma...
e come lo sgomento e l'impotenza che ci lascia dentro ogni volta osserviamo queste scene in televisione.
Bel post, Valentine...

Daniele ha detto...

Cara Valentina,

condivido la tua rabbia per lo spettacolo ignobile che le tv ci propinano nei casi di cronaca nera, in cui il rispetto per il dolore altrui dovrebbe invece far prevalere cautela e tatto nella relazione con le parti in causa. Invece non è mai così.

Io però sposterei il tuo tiro non tanto sui poveri giornalisti d’assalto con il microfono. Fanno un mestiere “basso” ma, secondo il mio parere, il loro modo di fare è dovuto a quello che gli chiede il Direttore del tg e l’editore. Spesso sono giornalisti giovani che purtroppo per crescere devono passare attraverso servizi di questo tipo. La responsabilità, per me, è di chi li manda lì e gli chiede quei servizi.

Non convieni almeno un po’ con me?

P.S.
Non so se hai Sky, però ti consiglio per l’informazione Sky TG24, ha uno stile molto più sobrio ed approccia queste tematiche con maggior tatto.

marina ha detto...

Ognuno di voi ha la sua parte di ragione nell'analizzare questo fenomeno odioso ma certe volte io vorrei solo sputare in faccia a qualcuno.
Io ricordo la storia terribile di Vermicino e Emilio Fede iniziò un costume. Costume di merda
ciao marina

My funny Valentine ha detto...

@ Daniele: ti do ragione, certo. Ma è una legge da cui non si può scappare: la rabbia si dirige verso chi ci mette la faccia. Ed io so che un lavoro del genere non lo potrei fare. Se loro lo possono fare... be', li giudico per questo.

@ Gianfranco: vera la tua distinzione tra 'caso' e 'caso'. Ma fa paura pensare che ci siano 'morti degne di rispetto' ed altre no.

@ M. Cristina: concordo in pieno. La tv è solo lo specchio della nostra società. Purtroppo, l'immagine che ne vien fuori è davvero orripilante.

@ Inenarrabile: certo che sì! E' (dovrebbe essere, perlomeno) un circolo virtuoso: loro si pongono dei limiti per aiutare noi a porcene. Ma la legge di questa società, purtroppo, non segue l'idea del 'circolo virtuoso', ma solo quella del 'gregge'...

@ Don: come ha scritto M. Cristina, la tv è specchio della società. Io non riesco a smettere di guardarla, perché per me è importante capire dove stiamo andando. Però tu hai fatto una scelta forte e coraggiosa, e ti ammiro per questo.

@ Gianluca: 'loro' dovrebbero stare zitti. Ma 'noi' abbiamo il dovere di far sentire a piena voce la nostra indignazione.

@ Silvio: le stiamo osservando da troppo tempo, queste scene. Forse l'indignazione dovrà presto trovare un'altra strada per manifestarsi, che ora più che mai occorre tirar fuori la voce, come dicevo a Gianluca.

V

Anna ha detto...

Non ho visto nulla, non voglio vedere. Ho letto e mi basta.Ma la morbosità dell'essere umano nel voler conoscere i particolari più raccapriccianti è enorme. La si scorge tutti i giorni. Non dimenticherò quando, distrutta dalla morte di mio padre, mi sentivo rivolgere costantemente e a raffica la stessa domanda "Come è accaduto?" Volevano la cronaca dettagliata degli ultimi giorni.
Ma che ti frega? Rispetta il dolore. Siamo noi (sono loro) i primi mostri, e questo tipo di giornalismo cavalca l'onda.

JANAS ha detto...

ti rivelo un segreto: il mio sonno nel blog.. è tristezza!
non fuga dai meme!
ho sentito ultimamente le notizie in tv ..un eccesso di empatia ...penso a quei bambini e li penso come miei figli..penso a quella gente travolta alla fermata dell'autobus per un pazzo ...e penso a mia figlia alla fermata dell'autobus e io che fortunatamente ho i miei figli qui con me...cado comunque in depressione!
Quando poi queste tragedie diventano un fatto mediatico..la mia unica salvezza è spegnere quel televisore o cambiare stanza!

guccia ha detto...

L'umanità è morta

guccia ha detto...

Vedo con piacere facce amiche affacciarsi anche qui.

La tua scrittura è sempre potente (di donna).

wolfghost ha detto...

Be'... ma per forza! :) Chi sceglie di fare il giornalista e di campare, deve far cosi'. Senno' e' meglio che scelga un altro mestiere. Un po' come per i politici: quanto pensi durerebbe un politico "moralmente ineccepibile"? Partono in molti, giornalisti e politici, "convinti" di cambiare il mondo. Poi, quando si rendono conto che tutti gli altri vanno avanti e loro no, si adeguano al sistema...

Comunque non ho visto quel servizio. Non guardo quasi mai la TV. Salvo alcuni servizi, che devono essere "crudi", perche' il messaggio deve arrivare chiaro.
Se tu chiedi un aiuto per il Darfur spiegando a parole quanto e' tragica la situazione, otterrai molto meno che mostrando le agghiaccianti foto dei bimbi che muoiono di fame.

Sono contro il sensazionalismo a semplice scopo di "share", ma altrettanto contro coloro che girano canale (nonche' la testa quando sono per strada) non appena c'e' qualcosa che disturba la visione del loro quieto e illusorio giardinetto.

Ovvio che non mi riferisco al caso che citi, sia chiaro! :)

Erikù ha detto...

quando hai ragione...
che tristezza,spettacolo impietoso.

IL RE ha detto...

La retorica andrebbe trafitta come un dragosputafuoco che divora bambini.
Il Re

Bleek ha detto...

Vedo che sono stato preceduto, tuttavia nel giornalismo come anche nella politica, quello che abbiamo è esattamente quello che ci meritiamo.
Ovviamente generalizzando...

pmor ha detto...

io ho scelto di fare cronaca nera. ho scelto di far navigare la mia penna tra le miserie umane. ho scelto, all'inizio, perché attirato da non so bene cosa. in fondo la morte attrae, a modo suo. o forse, ho scelto perché avevo bisogno di capire. dopo quindici anni ho capito che le sole cose che contano sono le persone e le loro storie. non è il coltello. non sono i maledetti segni di unghia sulle pareti (fanculo: tutti a parlare di questo particolare agghiacciante, senza che sposti di una virgola l'orrore per quello che è successo). non è il proiettile sparato. non è il numero di litri di sangue versati sulla scena di un delitto. in questi tempi sono costretto a seguire il processo per la strage di erba. spesso esco da quell'aula nauseato. stanco. svuotato. poi, però, penso che ho la fortuna di poter raccontare l'abisso umano sforzandomi di reinterpretarlo con la mia sensibilità. e, ancora, vado avanti a scrivere di cronaca. però su una cosa sono d'accordo con te: la mia è una categoria che tende a delegittimarsi trattando senza un briciolo di umanità certe storie terribili. fai bene a spegnere. ma ancora - non parlo di me - chi sa raccontare senza cercare sensazionalismi c'è...
ps in ogni caso, dopo quindici anni di morti, inizio ad aver voglia di scrivere anche dei vivi...

My funny Valentine ha detto...

@ Pmor: speravo, in realtà, che mi scrivesse qualcuno dall'altra parte della barricata. Sono contenta che mi abbia scritto tu.
Fare generalizzazioni è sbagliato, lo so. E so che ci sono persone - giornalisti - che hanno un'etica hanno una coscienza, e forse tu sei tra questi. Ma quello che vedo è ovunque lo stesso, non importa su quale Rete, a quale Tg. Non noto differenze: tutti lì a ravanare nel torbido... E questo mi rattrista.
Ti abbraccio.
V