lunedì 5 maggio 2008

Tra gatti, schiene e sensazioni (sognando Hemingway)

Ho sempre avuto un modo tortuoso di pensare: adatto la realtà alle mie supposizioni. Fiuto l'aria, scruto le iridi del mio interlocutore, inseguo impervi sentieri interpretativi e, in un modo o nell'altro, faccio centro. Ho sempre avuto delle vibrisse al posto dell'anima, e sensazioni al posto di giudizi.
Per me, la sensazione è Dio.
Da ragazzina, al ginnasio, la mia prof d'italiano (un'autentica mostruosità travestita da donna), vedendomi annoiata durante la lettura ad alta voce di non so quale pagina di letteratura, mi chiese:
"Che c'è? Non ti piace questa poesia?"
Le risposi: "No. La trovo brutta."
"E da che cosa giudichi che è brutta? Sentiamo..."
"Non saprei dirle", conclusi, "ma quando una cosa è brutta, avverto un disagio lungo la schiena, come un brivido, ma senza freddo." Le vidi una traccia di sorriso sulle labbra: la mia risposta - in un qualche modo che allora non seppi spiegarmi - le era piaciuta. Da quell'ombra di sorriso sono passati quindici anni.
Nel frattempo, e con un certo disappunto, mi sono resa conto che non ci sono più "vibrisse al posto dell'anima" (stronzate adolescenziali!), ma decine di gatti che, incresciosi, mi passeggiano su e giù per la schiena. Vanno, vengono, si arruffano tutti e talvolta si azzuffano anche. Ci si fanno le unghie, i fetenti, sulla mia schiena! ed io abbozzo, ché non posso fare altrimenti.

Nota: la prof sorrise perché, come mi spiegò molto tempo dopo, quei "brividi epidermici" erano lo stesso strumento di giudizio estetico che affliggeva Hemingway. Non ho mai verificato l'esattezza di questa notizia, per paura che i gatti scappino e non si facciano più vivi. A questo, ormai, sono legate le mie aspirazioni letterarie...

V

5 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Sempre molta poesia in ogni tuo post. Ma a volte anche una vena di amarezza o forse malinconia.

Ciao
Daniele

My funny Valentine ha detto...

@ Rockpoeta: come avrai (temo) capito, è un periodo abbastanza no. Per tanti motivi. Prima o poi, uscirò dal guscio, è una promessa... :-)
V

Bleek ha detto...

C'erano due problemi che principalmente affliggevano Hemingway, il primo lo hai descritto tu, il secondo era l'alcol.
Fortunatamente la sua prosa secca e zeppa di periodi corti gli veniva incontro anche quando era al pari di uno straccio.
Ah.. poi c'era anche un terzo problema, ma lo lasciamo per la prossima volta...

Lillo ha detto...

Non ti avevo mai letto, concordo cone il Rockpoeta, intrigante ma malinconica. Coraggio... ;-)

My funny Valentine ha detto...

@ Lillo: in realtà non vedo molta malinconia in questo post... Ne ho scritti di ben più disfattisti e di molto più malinconici. Questo, a mio parere, è addirittura scherzoso! ;-)
Ma ovviamente, è questione di punti di vista...
Benvenuto, Lillo!
V